Genova – non una mattina come tante

Genova – non una mattina come tante

Tutto inizia come al solito: sveglia e una rapida doccia, tanto per portare via i segni di una notte insonne passata a pensare, leggere, scrivere e capire… questa mattina però ho voglia di cambiare. Mi vesto velocemente e via in sella alla mia Vespa, sfidando il tempo, decido che la colazione oggi s’ha da fare fuori!
Sarà che per molti l’odore della pioggia e il cielo pesante di nubi è solo un pretesto per lamentarsi della giornata, ma a me le luci, i colori, i rumori della pioggia affascinano.

Arrivo in centro, ancora mezza assonnata, ora il traffico si sta animando, la gente comincia a uscire, frettolosa incontro all’ordinario. 

Mi piace camminare respirando ogni dettaglio di questa Genova ancora indifesa e disarmata prima dell’ennesima battaglia quotidiana. E allora alzo gli occhi al cielo, perché è così che consumo i marciapiedi io, occhi al cielo e testa alta, come non si stancava mai di ripetermi mia mamma
“…che 
solo così non potrai mai cadere”.
E mi soffermo, anzi mi fisso proprio, a guardare quella rete invisibile che alimenta il movimento urbano. Poi proseguo il cammino in direzione San Lorenzo verso la mia meta: colazione al bar. Intanto il cielo si apre, le gocce si asciugano, si respira una brezza di mare. Mi butto nei carruggi (più noti come vicoli) mi avvolge un labirinto di cui non vedo l’uscita.

Il bianco e il nero, l’alternarsi del giallo e del rosso corallo; gli spazi stretti, le finestre che si parlano e che in lontananza si avvicinano, quasi si toccano. Dopo sei anni via dalla mia città riesco a percepirne ogni dettaglio, non da turista però, perché io so quello che mi trovo davanti.

Finalmente arrivo a destinazione, con un certo languorino.
Da lontano “Giuse” (a metà di Via San Lorenzo) potrebbe apparire il solito bar dai ritmi frenetici come le esigenze dei suoi frenetici clienti.

Ma basta un’occhiata alla vetrina per capire che questo non è il solito bar. Un tripudio di piccole delizie ti invitano ad entrare prendendo immediatamente il sopravvento sulla golosità tenuta inutilmente a bada dai pensieri di bilancia. E scorre con lentezza lo sguardo nella vetrina alla ricerca della preda per la mia colazione, ogni dettaglio è fondamentale per definire la scelta. Il fatto è che qui si può trovare proprio di tutto, l’unità d’Italia è davanti ai miei occhi sotto forma di paste e pasterelle.
Alla fine decido per la cassata bombom e un caffé (niente cappuccino, già la pasta può bastare!). E quasi mi dispiace magiarla da quanto è bella.

Mmmmmh…, e quanto è buona, potete assolutamente fidarvi delle mie papille gustative da buongustaia doc.
Troppo velocemente se ne va la mia dose di dolcezza mattutina, fine del momento magico, saluto i proprietari gentili e mi avvio al lavoro.

Il cielo adesso è quasi sereno, con l’animo più leggero (e forse qualche etto in più) salgo le scale ed entro in ufficio, sto per chiudere la porta quando cambio idea, meglio spalancarla invece ed assaporare ancora un po’ l’aria della mia amata Zena, in questa mattina non come tante.

Genova – non una mattina come tante
Genova – Liguria

Testo e immagini: Livia Bortolotti
powered with instagram (prima che mz lo acquistasse)

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One Comment

  1. Hai dato spazio anche ai miei pensieri su Genova che mi è balenato in testa più di una volta di mettere per iscritto e che, finora, non ho mai fatto.
    Grazie, Livia!

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