Triora – occhio malocchio prezzemolo e finocchio….

Triora – occhio malocchio prezzemolo e finocchio….

Unghie di lucertola, ali di coleottero, occhi di biscia rossa del borneo…
“Ma che leggi?” Cresta di gallo cedrone,  zampe di libellula rossa… “Zampe di cosa?”
“Facevo il cambio degli armadi e ho trovato un libro di magia…, che ne pensi di un bel giro nel paese delle streghe?
“A Triora dici?”
Perché no…, mi armo di macchina fotografica e partiamo!
Non per lamentarmi subito, ma già servirebbe un bell’incantesimo per accorciare la strada: trenta chilometri, tutti curve, da Arma di Taggia.
Stradaus…!
“Che?!”
“Niente, provavo l’incantesimo che ho letto sul mio libro…”
“Simo, lascia stare ti prego, ci manca solo che la mia mini si trasformi in una scopa…”
Così, senza l’uso di artificio alcuno, imbocchiamo, traboccanti di buona volontà, la strada che si inerpica lungo la valle argentina. Superiamo paesi più o meno importanti, Badalucco, Montalto Ligure, Tovagnoli, Agaggio Inferiore…
“Ma quando cavolo arriviamo? La buona volontà mica la regalano. Riprova un po’ con l’incantesimo…”
Stradaus…!
Ovviamente io non sono il tipo che crede alle stregonerie, alle balle sì, ma agli incantesimi decisamente no! Però, quella lassù…
“Non è Triora?!”

Arrivati.
Parcheggius…!
“Scusa, non ti sembra di esagerare? Non mi pare che si picchino oggi…”
“Sarà, ma intanto guarda quanti posti vuoti”
“Infatti, appunto perché oggi non si picchiano!”
“Sarà…”


“Ma sta strada delle streghe dove porta secondo te?”
“Non lo so, ma se continuiamo a scendere poi mi serve la pozione per risalire!”
Inerpicus!
“E cammina, va…”



“Senti, ma tu ci vivresti qui?”
“Io? Io no! A dirti la verità avrei un po’ strizza ad uscire la sera.”
“Che silenzio…”
Forse è questo che cercavano quassù le streghe?  Il silenzio?


 E la tranquillità, evidentemente quelli del posto non hanno paura di lasciare la porta sempre aperta! Ahahahah….
Triora è una delle località più famose per i processi di stregoneria che si tennero in tutta la Liguria occidentale verso la fine del millecinquecento. Anche a causa della sua localizzazione geografica, inerpicata lungo la valle argentina e distante da tutto, qui, più che in altre zone, dominavano credenze popolari e superstizione. Metteteci un grave periodo di carestia e adesso immaginate un po’ a chi venne facile attribuire la colpa di tutto? Ma alle povere donne del paese, che vennero immediatamente accusate di stregoneria, processate e barbaramente uccise.
Sono passati quasi cinquecento anni da quegli eventi, ma facendo leva sull’impatto emozionale di quelle macabre usanze, qui si è costruito un piccolo business.
E forse è solo la suggestione della sua storia, però non posso ignorare una sorta di indefinibile inquietudine che serpeggia per queste scale di pietra, ripide vie grige che nascondono, tra le loro ombre, segreti di orrori e sventure…
Frrr…
“Hai sentito?”
“Cosa?”
“Non so, un rumore strano”

Ma era solo un gatto, rigorosamente nero.
“Secondo te ci sta spiando?!”
“Mmmmh, no.”


“Quello che dovevamo vedere abbiamo visto direi, ce ne torniamo a casa?”
“Va bene. Prima però ci fermiamo a Molini in quel negozietto di commestibili…:  formaggio di capra e pane di Triora!?”
“Occhei. E senti…”
“Sì?”
“Ora che sei diventata strega esperta, cosa ne diresti di fare una magia e trovare qualcuno per noi due, così ci piazziamo una volta per tutte?”
“Amica, io ci provo, posso fare un incantesimo… questo però mi sembra più un MIRACOLO!”


Triora – occhio malocchio prezzemolo e finocchio…

Triora (IM) – Valle Argentina – Liguria 

Testi e fotografie: paola faravelli

 

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